"Tutti alla busate!"
Ne è passato di tempo da quanto si diceva "tutti alla busate!", il motto che univa un gruppo di giovani pontebbani amanti dell'hockey su ghiaccio. Ora la "busate" - quell'avvallamento che d'inverno si trasformava in una piastra di ghiaccio - non c'è più, ma la passione infinita per il ghiaccio ha continuato a crescere. Prima sui campi del "Caffè Vecchio", dove il titolare Gabrio Casati apriva i rubinetti dell'acqua nei campi di bocce, per poi approdare ai campi del Dopolavoro Ferroviario. Il palazzo del ghiaccio è ancora un miraggio, quando si inizia a congelare un pezzetto di suolo compreso tra gli spogliatoi del campo di calcio pontebbano e il terreno di gioco. Tra gli anni '50 e '60 quella diventerà l'arena di sfide "tutte infuocate" tra Pontebba Nord e Pontebba Sud, ma anche contro i ragazzi di Sappada, partite rimaste impresse nella mente di chi le ha vissute. Grazie Jajo
Tra questi ragazzi non possiamo dimenticare Claudio Vuerich, per tutti semplicemente "Jajo", uno dei principali sostenitori e realizzatori della passione per l'hockey a Pontebba. È anche grazie a lui che i giovani hockeisti decidono di entrare nella Società Sportiva Pontebbana dando vita a impegni ben più ufficiali. Gli incontri diventano ben presto un appuntamento fisso per Pontebba e dintorni: ad ogni partita sono molti i tifosi che sostengono la squadra. L'attività, nata come passatempo per i ragazzi della valle, diventa ben presto un volano economico tanto che il 22 dicembre 1986 si decide di fare il grande passo: nasce ufficialmente, la società "Sport Ghiaccio Pontebba", che oltre al mondo dell'hockey si prefigge di recitare un ruolo da protagonista nel mondo del ghiaccio sportivo. Ben presto giunge da tutti la richiesta perché a Pontebba sia costruito uno stadio del ghiaccio, e mentre "Jajo" se ne va per sempre, rapito dal male, la Società Ghiaccio Pontebba si amplia acquisendo come attività anche l'artistico e la velocità.
 Arriva il palazzo del ghiaccio
Nel 1983 comincia a prendere forma la casa del ghiaccio, edificata in sei lotti: prima la pista e le tribune, poi una sala macchina per la levigatrice, quindi gli spogliatoi e i magazzini per l'attrezzatura. Il tetto in legno lamellare arriverà solo nel 1990 e l'anno dopo il bar che tuttora riscalda e conforta gli utenti del Palaghiaccio. Nel 2002, il PalaVuerich viene "tirato a lucido" in attesa delle Universiadi di "Tarvisio2003" e - a tempo di record - vengono terminati tutti i lavori necessari per rendere la "casa del ghiaccio" sempre più bella e funzionale: quattro nuovi spogliatoi, la sala Vip, la sala stampa. Il "Progetto Ghiaccio - Aquile FVG"
Dall'entusiasmo riscontrato nei tifosi e dall'"hockeymania" esplosa in occasione delle Universiadi nasce il "Progetto Ghiaccio - Aquile FVG" che ha come obiettivo non solo quello di diffondere e sviluppare la disciplina dell'hockey nel territorio friulano, ma soprattutto quello di creare un vivaio di giocatori capaci di portare i colori della nostra Regione ai massimi campionati nazionali. Ora si fa sul serio
L'iscrizione al Campionato Nazionale di serie A2, nel mese di giugno 2004, rappresenta una tappa fondamentale nella realizzazione del progetto; grazie ad una wild card (una facilitazione per l'ammissione al campionato) concessa dalla Federazione Italiana Sport Ghiaccio, i tifosi friulani possono veder nascere la squadra di hockey su ghiaccio del Friuli Venezia Giulia. Il team viene rapidamente formato ricorrendo ad atleti locali (scelta fortemente voluta dai dirigenti) ed ingaggiando anche giocatori con maggiore esperienza provenienti sia dall'Italia che dall'estero. La squadra cresce, giorno dopo giorno, match dopo match, fino a collocarsi tra le migliori del torneo: un risultato davvero rilevante per una "debuttante" ad un Campionato di A2 impegnativo ed avvincente, in cui militano squadre dalla lunga tradizione hockeista quali il Merano, il Gardena, il Vipiteno.
Promossi in A1!
Per la stagione successiva 2005/2006 la compagine iniziale è rafforzata da nuovi arrivi, ragazzi giovani e giocatori più esperti capaci di offrire del puro spettacolo sportivo; nel 2005, dopo poche partite, la squadra è già ai vertici del campionato di A2 e viene riconosciuta da tutti come la migliore formazione con valide possibilità di vincere il torneo ed essere promossa in A1, dove ad attenderla ci sono le grandi dell'hockey italiano, il Milano, il Bolzano, l'Asiago, l'Alleghe. La tenacia, il coraggio e la passione di tutto il team vengono premiati dato che, a conclusione della stagione, le Aquile friulane riescono a conquistare il primo posto in classifica ottenendo, dopo un'intensa serie di finale contro il Merano, la promozione in A1: quello che fino a pochissimi anni prima era solo un sogno diventa per i giocatori, i dirigenti ed i tifosi tutti una splendida realtà. Le Aquile in massima serie
Nella stagione 2006/2007 dunque la squadra del Friuli Venezia Giulia si presenta in A1 dove, per niente intimorita dalla serie massima, dà del filo da torcere anche ai team più famosi come Bolzano, Alleghe, Asiago, Cortina e i Campioni d'Italia del Milano: e proprio la splendida vittoria per 5 a 1 contro i Vipers davanti ad un "Claudio Vuerich" stracolmo, resta una delle immagini più belle di quella stagione. A fine campionato, vinto dalla Sportivi Ghiaccio Cortina, le Aquile si posizionano al sesto posto. Nel gotha dell'hockey italiano
Il campionato 2007/2008, vinto dall'HC Interspar Bolzano Foxes, si conclude per i friulani con il raggiungimento del settimo posto nella Regular Season ed il terzo posto nel Relegation Round, dopo l'eliminazione dalla corsa per lo scudetto da parte dei Vipers di Milano all'ultima di cinque tiratissime sfide nei quarti di finale play-off
 La stupenda vittoria in Coppa Italia
Ma la stagione sarà ricordata soprattutto per il fantastico pomeriggio di domenica 2 marzo 2008 quando, battendo in finale l'Alleghe per 4 a 1, le Generali Aquile FVG ottengono il primo trofeo della loro storia, la Coppa Italia. Un risultato inaspettato che non era nemmeno tra gli obiettivi della società ad inizio stagione, capace di emozionare e rendere orgogliosi tutti i tifosi rimasti a casa e i quasi 200 supporters arrivati nel capoluogo piemontese per seguire da vicino le gesta della squadra.

Una stagione no
Quella 2008/2009 è sicuramente la peggiore fino ad ora disputata dalle Generali Aquile FVG. Iniziata con l'obbiettivo dichiarato del quarto posto, le aspettative si sono via via ridimensionate fino alla lotta coltello tra i denti contro il Fassa per evitare l'onta dell'ultimo posto. Infortuni, qualche scelta sbagliata e un po' di sfortuna hanno caratterizzato la stagione appena trascorsa chiusa al settimo posto. Anche in Coppa Italia, le Aquile non sono riuscite a confermarsi, ma sono sempre pronte a lottare per ritornare a volare in alto.
A un passo dalla storia
Partiamo dalla fine dell'annata 2009/2010 con la serie tra i campioni d'Italia del Bolzano e le Generali Aquile FVG che passerà alla storia come la prima in Italia decisa ai tiri di rigori dell'ultima partita. Un quarto di finale leggendario, vietato ai deboli di cuore, con i gialloblu a un passo dalla storica qualificazione alle semifinali. Sarebbe stato il giusto coronamento di una stagione di altissimo livello che ha portato Pontebba al quinto posto nella regular season (miglior risultato di sempre) nonostante l'azzardata - sulla carta - idea di dare una decisa svolta societaria dopo la deludente stagione 2008/2009. Nel cuore dei tifosi friulani rimarrà una serie da infarto che ha visto le Aquile combattere alla pari, e a volte anche in maniera superiore, contro il Bolzano. P eccato non aver centrato per pochissimo quel risultato che avrebbe avuto il sapore dell'impresa. La stagione è cominciata con l'altrettanto storica vittoria al PalaOnda e poi è proseguita con alcuni alti e bassi causati soprattutto dagli infortuni che non si sono mai dimenticati delle Generali. La tenacia e la grinta dei giocatori unite all'ottimo feeling dell'intero staff tecnico comandato dalla coppia Pokel-Armani, hanno fatto sì che le Aquile riprendessero il volo disputando un 2010 da sogno inanellando una serie incredibile di 11 vittorie su 15 incontri (playoff esclusi) che ha fatto esaltare la tifoseria gialloblu. Anche nella post season qualche assenza di peso si è fatta sentire, ma le soddisfazioni non sono mancate. Trascinare a gara-7 i campioni d'Italia è un qualcosa che non capita tutti i giorni e poco male se si sono sprecati tre match point (due persi ai rigori): il Pontebba ha chiuso la stagione a testa alta, altissima, raccogliendo probabilmente meno di quanto avrebbe meritato.
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