La convincente vittoria contro il Valpellice nell'ultima di campionato ha dato sicuramente un'ulteriore dose di fiducia alle Generali Aquile FVG in vista della prima gara di playoff contro il Bolzano di sabato 6 marzo.
Un fine stagione regolare da ricordare (33 punti conquistati in 15 incontri) suggellato da un'affermazione di livello nonostante sull carta la partita contro la Valpe avesse poco da dire. La cosa più importante era comunque dimostrare di esserci. Ne abbiamo parlato con il presidente delle Generali Aquile FVG, Valter Cappellaro.
«Sì, sono d'accordo. Sicuramente la squadra ha dimostrato di esserci e avere la concentrazione giusta. Dobbiamo ricordare che quest'anno, con tutte le vicissitudini che ci sono state e con la decisione di cambiare presa a inizio campionato, abbiamo fatto la nostra migliore stagione regolare: quinto posto nonostante mesi di grossi infortuni. Bisogna dare merito sia a Fabio Armani, il nostro nuovo direttore sportivo, per il lavoro che ha fatto e che sta facendo sia a tutti i giocatori che fino ad ora hanno lavorato davvero bene».
Nell'ultima partita anche una grande prestazione di Camin.
«Beh abbiamo preso Massimo perché crediamo nei giovani. Lui è un ragazzo importante per noi e sono sicuro abbia le possibiità per crescere. In lui vediamo uno dei punti forti per le nostre prossime stagioni. Avere un portiere titolare italiano è sempre stato un nostro pallino e speriamo che Camin cresca in maniera tale da diventare nell'arco di uno-due anni fondamentale per noi».
Nella sfida contro la Valpe, due delle reti sono venute da Rupert Stampfer e Stefano Marchetti, due giocatori che hanno avuto una stagione sicuramente non facile.
«Devo dire la verità, quando abbiamo contattato Stampfer tre anni fa eravamo coscienti che avesse le potenzialità per diventare un grande giocatore. Purtroppo solo quest'anno ha potuto iniziare a giocare "seriamente" e quando è in campo si vede che può fare la differenza. È un peccato che abbia avuto una serie di infortuni notevoli che gli hanno impedito di giocare, però è stato bravo a superarli. Di Marchetti abbiamo acquistato il cartellino quest'anno proprio perché noi crediamo nei giovani, inoltre lui è un nazionale che può fare la differenza. Il nostro obiettivo è farlo crescere ulteriormente e fare in modo che rimanga nella nostra squadra anche nelle prossime stagioni».
Dal passato recente al futuro prossimo: che ne pensa del quarto contro il Bolzano?
«Innanzitutto non dobbiamo sottovalutare il fatto che vincono da due anni consecutivi il titolo e questo vorrà pur dire qualcosa. Inoltre hanno giocatori di altissimo livello che sicuramente sapranno venire fuori nel momento in cui gli verrà chiesto di fare la differenza. Noi dobbiamo essere più bravi di loro, perché sono convinto che fino ad ora il Bolzano abbia giocato con superficialità. D'altronde è una squadra costruita per giocare in Europa e in Europa non si va di certo con una squadra senza potenzialità. Se dovessimo riuscire a batterli avremmo fatto un campionato davvero eccezionale».
Guardando ancora più in la, oltre i playoff: c'è la volontà di confermare molto della squadra di quest'anno, stranieri compresi?
«Cambiare molto, cosa che noi per problematiche diverse siamo stati sempre costretti a fare, non va mai bene. Io penso che le squadre diventano vincenti quando cambiano pochi elementi ed è per questo che la scorsa stagione abbiamo dato l'incarico a Fabio Armani con l'intenzione di costruire una squadra che durasse nel tempo. Può essere che qualche elemento vada comunque cambiato, ma saremmo davvero molto contenti se riuscissimo a confermare buona parte di questa squadra».